FABIO PIGATTO

 

 

Biografia:
Mi chiamo Fabio e sono nato a Pordenone 34 anni fa. Vengo dalla campagna di
un piccolo paese, San Quirino.
Dopo aver frequentato le scuole elementari e medie del paese, ho deciso di
andare a studiare al Liceo di Maniago, dove mi sono diplomato senza infamia ne'
lode. Maturita' linguistica.
Poi non sapevo più cosa fare, quindi ho iniziato a lavorare come apprendista
in una delle mille fabbrichette della mia zona. Avevo pero' sentito parlare di
una buona facolta' di lingue, la Scuola Interpreti di Trieste. Ho provato
l'esame di ammissione e la fortuna e' stata dalla mia parte. Prima lingua
francese, seconda lingua cinese e terza inglese. E alla fine di 8 anni - tra
cui una pausa di un anno per la Naja e un'altra sempre di un anno per borsa di
studio in Cina - mi sono laureato, senza infamia ne' lode.
Tramontate quasi subito le grandi speranze di un lavoro nel mio settore, per
qualche mese  ho sbarcato il lunario facendo traslochi, poi un altro colpo di
fortuna:  un master a Conegliano in commercio con l'estero. Un anno di studio e
po subito al  lavoro,  dapprima a Shenzhen, nella Cina del sud, e poi a Hong
Kong, citta' in cui mi trovo tuttora.

Perche' il viaggio?
Dopo il primo viaggio "Ostrega in Tour" da Venezia a Pechino, mi trovo sempre
più spesso a pensare a quello che realmente e' stato, e a quello che avevo
scritto in previsione di cio' che e' stato. I temi portanti pero' sono e
restano sempre gli stessi: il  viaggio da una volta sola nella vita,
l'arricchimento personale e culturale attraverso il confronto/scontro con le
genti dei vari paesi,la ricerca dell'uguale nel diverso.
Una cosa non avevo calcolato: l'impresa. La foga e la smania iniziali non ti
lasciano il tempo di fermarti a riflettere, tanti sono i luoghi e i km
percorsi. E' dopo, quando il viaggio e' finito, che ti trovi ad analizzare + o
- compiutamente l'evento appena terminato. E più passa il tempo, più ti rendi
conto di aver fatto una "roba granda", impossibile ai più, e la lente di
ingrandimento della memoria dilata il tutto ingigantendolo a dismisura. E'
cosi' che nascono le leggende.
Alla luce di cio', questo secondo viaggio e' un atto dovuto, obbligatorio.
Che stia diventando una specie di droga? Forse, ma ne avro' la certezza
soltanto alla fine del terzo viaggio.

Fabio